Nel mio articolo dell’ 11 agosto ho scritto di come la parola, la musica e le relazioni abbiano il potere di liberare la nostra biologia e che esprimersi, non è un semplice atto verbale, ma una vera e propria necessità fisiologica.

Ma siamo onesti: quante volte, nonostante la volontà di parlare, chiarire o scrivere, sentiamo che qualcosa resta comunque incastrato?
Penso che se ci pensate vi è capitato molte volte, nessuno escluso, è capitato anche e me in passato, ed è stata proprio questa condizione ad approfondire, come poter risolvere e superare quella mia situazione; a dir il vero, in passato si presentava spesso. Come ho sempre scritto e ci tengo sempre a ribadirlo, senza presunzione, tutto quello che suggerisco e consiglio sono tecniche ed approcci che fanno parte della mia vita e che applico in primis su me stesso. L’olistica è questa, io vivo e mi approccio alla vita seguendo il modo olistico. Chiusa questa parentesi torniamo a noi……!!!
Ti spiego adesso Il motivo per cui qualcosa rimane incastrato, il motivo è semplice, devi sapere che il corpo ha una sua memoria autonoma, quindi quando viviamo una tensione oppure un’emozione che non riusciamo a far scorrere, il sistema nervoso blocca quella tensione direttamente nei muscoli, nel diaframma o nello stomaco, mentre la mente vorrebbe andare avanti, il corpo resta lì, rigido, in difesa.
“È la stessa identica dinamica che ti fa perdere il colpo decisivo a Padel, quando la tensione blocca il gesto atletico invece di lasciarlo fluire, come abbiamo esplorato nell’articolo sull’energia invisibile del Padel.”
Per ritrovare una vera centratura, non basta “pensare positivo”, anche se è un approccio a me caro, ma serve anche dare al corpo un segnale meccanico, biologico e chiaro: il pericolo è passato, puoi rilasciare la presa.
Per farlo, desidero condividere con te un protocollo somatico semplice ma estremamente potente, strutturato in tre passaggi pratici da fare ogni volta che senti quel carico sul petto o nell’addome:
1. Il Reset Respiratorio (Tecnica 4-6) Metti una mano sull’addome, inspira lentamente dal naso contando fino a 4, lasciando che la pancia si gonfi, ed espira profondamente dalla bocca contando fino a 6. Fai questo per 10 cicli. L’espirazione prolungata comunica direttamente al tuo sistema nervoso che è il momento di disattivare lo stato di allarme.
2. Lo Scarico Somatico Sfruttiamo una contrazione volontaria per scaricare la chimica della tensione accumulata. Inspira profondamente e stringi con forza i pugni, le spalle e i muscoli del viso, trattieni la tensione e il respiro per 2 secondi, poi espira bruscamente e rilascia tutto all’istante, come se stessi lanciando via un peso. Ripetilo 3 volte.
3. Il Radicamento Viscerale Porta l’attenzione al centro del tuo addome ed immagina una sensazione di calore che si espande, sciogliendo quel classico “nodo” allo stomaco. Fai un respiro profondo e ripeti mentalmente: “In questo momento il mio corpo è al sicuro. Posso lasciar andare.”
Ritrovare l’equilibrio non significa non provare mai stati di tensione, significa imparare a danzare con le proprie emozioni invece di subirle o contrastarle. “Quando impari a dialogare con il tuo corpo, la tua energia cambia e con essa cambia la qualità delle tue prestazioni, e non solo, ma anche la profondità delle tue relazioni, sciogliendo quel silenzio che a volte si crea nella coppia, di cui abbiamo parlato nell’articolo sulla natura e la connessione.”
Se hai perso l’articolo dell’11 agosto, su come la parola e la musica liberano la biologia, ti consiglio di leggerlo.
Prova oggi stesso il “protocollo somatico” e fammi sapere come si sente il tuo corpo dopo questi 3 minuti.

